#VotaControLOdio – Tutto ciò che devi sapere per il 4 Marzo!

Ciao, sono Il Capybara Femminista, da alcuni mesi ho un attacco di ansia ogni qual volta sento la parola “elezioni” ed oggi mi improvviserò esperta di politica, nel tentativo disperato di far ragionare i miei compatrioti.

In particolare, questo articolo è scritto per quelli che hanno perso fiducia nelle istituzioni politiche e in chi le rappresenta, quelli che hanno intenzione di astenersi dal voto e che andranno a comporre, secondo le previsioni, il 30% degli elettori. E’ scritto per chi, come me, si guarda intorno e vede un futuro fatto di estremismo, di xenofobia e di violazione dei diritti fondamentali, un futuro agognato da un popolo che nel 2018 ancora “ragiona” di pancia, guidato da personaggi pittoreschi, ipocriti e, fatemelo dire, fascisti. E’ scritto per chi, magari per pigrizia, per scarsa autostima o per pura e semplice confusione, trova difficile crearsi una propria idea riguardo alla corrente situazione politica, esprimere una preferenza e dichiararla ai seggi il 4 marzo.

Ai primi voglio ricordare, per quanto comprensibile, e persino condivisibile, possa essere il loro sconforto di fronte a un panorama politico sempre più caotico e instabile e di fronte a “politici” sempre meno professionali, che votare non è solo un diritto, ma anche un dovere civico. Voglio ricordare i sacrifici, le morti, gli eroi e le eroine che ci hanno consegnato il suffragio universale maschile (1912) e il suffragio universale femminile (1945). Voglio ricordare che, attualmente, nel mondo esistono circa 90 regimi dittatoriali i cui cittadini non hanno la possibilità di esercitare uno dei diritti civili che noi ormai diamo così tanto per scontato.

Ai secondi voglio dire che, per quanto io stessa stia studiando un piano di fuga, non è questo il momento di abbandonarsi al panico, tantomeno allo sconforto. Se davvero i partiti che più temiamo saranno i “vincitori”, allora significa che gli italiani e le italiane hanno bisogno di concittadini e concittadine ragionevoli e coscienti, pront* a fare informazione e ad unire le forze in tutela dei diritti umani. Un modo semplice per dimostrare che non siamo disposti a gettare la spugna è partecipare alla campagna che Women’s March Italia, con il supporto di Women’s March Global, ha organizzato. La campagna, il cui hashtag VotaControLOdio diventerà presto virale, vuole sensibilizzare gli elettori a votare e a farlo con consapevolezza, a favore della parità e dell’uguaglianza e a svantaggio dei partiti più xenofobi e misogini. Partecipare è semplice: basta accedere a Thunderclap (portale che vi permette di “prenotare” la condivisione di un post che poi verrà caricato il 2 marzo in contemporanea a tutti gli altri profili aderrenti) con uno o più dei vostri social network. Ecco il link per l’iscrizione.  Tra i sostenitori, oltre a centinaia di persone, ci sono anche Bossy e Asia Argento!

All’ultimo gruppo, quello dei confusi e disorientati, offro una spalla su cui piangere e una breve guida pratica.

Come sappiamo tutti, quest’anno si vota con un nuovo sistema elettorale, chiamato Rosatellum Bis. In rete trovate tantissimi articoli, video e disegnini esplicativi a riguardo, ma ho deciso di brandire la sciabola della principessa guerriera e di eliminare i paroloni complicati cercando di spiegare, in breve e, spero, in modo chiaro, cosa ci sarà sulle nostre schede il 4 marzo e dove dovremo crocettare.

Domenica 4 Marzo, ai cittadini e alle cittadine che si presenteranno ai seggi tra le 7:00 e le 23:00 con tessera elettorale valida, verrà chiesto di votare per la composizione del parlamento. I cittadini e le cittadine con più di 25 anni voteranno sia per la camera, che per il senato, chi ha tra i 18 e i 25 anni voterà unicamente per la camera, mentre chi abita in Lombardia e nel Lazio dovrà votare anche per rinnovare i presidenti e le giunte regionali.

La scheda elettorale che vi troverete davanti sarà, grosso modo, così composta:

Ogni scheda sarà divisa in un certo numero di aree. In ogni area comparirà una zona rettangolare in cui sarà messo un unico nome, quello del candidato scelto dal partito o dalla coalizione.

Tra questi ci saranno i nomi di coloro che potranno andare a comporre il 37 per cento dei parlamentari. inoltre, I nomi riportati saranno diversi a seconda dei collegi elettorali, ovvero le aree geografiche decise a monte in cui si divide l’Italia e che non rispettano necessariamente i confini regionali. Coloro i cui nomi saranno riportati in quei rettangoli saranno in una competizione maggioritaria per la quale soltanto il candidato che tra loro prenderà più voti avrà la certezza matematica di entrare in parlamento, così che per ogni collegio passerà soltanto un nome.

Sotto lo spazio rettangolare troveremo invece non solo nomi, ma anche i simboli dei partiti che conosciamo e, in base ai risultati registrati da questa porzione, si andrà a comporre 61 per cento dei seggi, questa volta con metodo proporzionale a livello nazionale.
Vicino al logo di ogni partito ci saranno dai due ai quattro nomi di candidati che anelano ad entrare in parlamento. Questi però non competono con il rischio dell’esclusione: la croce non verrà messa sui singoli nomi, infatti, ma sul logo del partito. I voti sui simboli saranno sommati e distribuiti proporzionalmente tra quel già citato 61 per cento dei seggi, i quali verranno occupati, sempre proporzionalmente, dai nomi collocati nelle liste dei candidati dei partiti (ovvero i nomi che avete visto scritti vicino ai loghi).

Domenica esprimeremo le nostre preferenze tracciando minimo uno, massimo due segni, entrambi fatti nella stessa area, poiché non ci potrà essere voto disgiunto. Se votate un nome della lista dei parlamentari in competizione maggioritaria, detta anche uninominale, dovrete tracciare la seconda X sul partito o su uno dei partiti che hanno nominato quel candidato e viceversa. Se tracciate il segno solo sul partito, il voto verrà automaticamente esteso al candidato sostenuto da quel partito al collegio uninominale. Se invece voterete soltanto per il candidato uninominale, il vostro voto verrà distribuito tra le liste che appoggiano il candidato in questione in proporzione alle preferenze ricevute dalle liste stesse.

Ora, non vi resta che andare a spulciare i programmi dei partiti che si presentano alle elezioni. Anche in questo caso è più facile di quanto pensiate: solitamente i programmi sono divisi per punti titolati, in modo che anche attraverso una prima lettura veloce possa esservi chiaro, almeno in parte, l’intento di quel partito. Vi chiedo di leggerle con giudizio: in campagna elettorale si fanno tante promesse, senza alcun effettivo vincolo a mantenerle. Cercate di valutare il livello di chiarezza nella stesura del punto in questione, cercate programmi che non descrivano solo gli obiettivi di quel partito, ma che ne riportino anche i piani per la rispettiva attuazione. Mettete in discussione quello che leggete, rifletteteci su in modo critico e cercate di accantonare la forma mentis tanto cara agli italiani del “voto il meno peggio”.

Fatevi valere!

Il Capybara Femminista

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

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