Venere e Marte

“Cena solo uomini o ci portiamo anche le mogli?”; “Non dire certe cose davanti a una signora!”; “Quando guardo la partita, mia moglie sta in cucina perché porta sfiga!”; “No, lascia stare, sono discorsi da uomini, non puoi capire” *ridacchia sotto i baffi guardando una ragazza mezza nuda dal cellulare dell’amico, neanche avessero dodici anni, all’alba dei cinquanta*.

Potrei andare avanti per cento pagine a trascrivere frasi come queste. L’idea di matrimonio come una gabbia per gli uomini e un trofeo di caccia per le donne; l’amicizia tra due persone di sesso opposto vista come impossibile; le donne che vengono ora rese oggetti da guardare in una gif in cui si scoprono il seno, ora angelicate e tenute lontane da ogni volgarità.

Ma perché succede tutto questo? Ci ho pensato a lungo, ci ho perso tanto tempo e poi, con un po’ di tristezza, mi sono risposta. Abbiamo questa visione del mondo perché ancora concepiamo il genere umano diviso in due parti, opposte tra loro e che non hanno possibilità di incontrarsi se non in situazioni particolari come la violenza, l’amore, il matrimonio, il sesso. Sorvoliamo su come queste cose si incontrano e scontrano perché sarebbe un discorso davvero troppo lungo.

Piuttosto, vi propongo di usare un po’ l’immaginazione.

Supponiamo che vi troviate in una qualsiasi situazione sociale: il bar, l’ufficio, la scuola, un ristorante, l’università. Supponiamo anche che in questo contesto ci siano, insieme a voi altre persone tra cui donne, uomini e persone non binarie, alle quali non potete attribuire arbitrariamente un genere a priori. Se vi trovaste in una condizione che vi obbliga ad interagire e fare conoscenza con tutta questa gente, come vi comportereste? Di cosa parlereste? Che cosa fareste?

Probabilmente, il vostro comportamento, come quello di chiunque, difficilmente sarebbe scardinato dalle regole che ci sono state insegnate a proposito del genere. Ci saranno “discorsi da uomini” e “cose da donna”, ci saranno comportamenti corretti e scorretti, appropriati e inappropriati, opportuni e inopportuni in base al genere di appartenenza e così si renderà difficile, faticosa e complessa un’interazione potenzialmente semplice e rilassata tra generi diversi.

Questo accade perché, fin da quando nasciamo, non solo veniamo suddivis* in rosa e azzurro, in Venere e Marte, ma veniamo anche cresciut* con l’idea che questi universi non si incontreranno mai. Ed è proprio qui che sbagliamo. Non siamo generi, non siamo Rosa e Azzurro, non siamo Venere e Marte. Siamo persone e come tali dovremmo comportarci e considerare chi ci sta intorno.

Provate, ogni volta che potete, a lasciare da parte il genere della persona che avete davanti e mostratevi con più genuinità, dandole la possibilità di presentarsi come persona e non come stereotipo di genere. Incontrerete realtà nuove e sarete voi stess* arricchit* da un’interazione così naturalmente spontanea.

La Mucca Intellettuale

Sono La Mucca Intellettuale: ho 23 anni, ma ne dimostro 15, ho dei bellissimi occhiali arcobaleno che si appannano in ogni circostanza e sono troppo bassa per essere vera. Sono una studentessa e un’apprendista psicologa: sogno di studiare sessuologia per portare consapevolezza nelle scuole di tutto il mondo e di diventare la nemica numero 1 dei genitori anti-gender. Sono bisessuale e mi piace dire che esisto.

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