Tucomingout #9 : La sottile linea tra orgia e poliamore

Poliamore. Chi sa di cosa sto parlando ha vinto un cestino di Natale! Chi sa solo vagamente di cosa sto parlando può rubare il barattolo di mostrarda e una manciata di lytches dal cestino di Natale! Chi non ha la più pallida idea di cosa questo termine voglia dire, può rimanere seduto in un angolo, guardando da lontano e con rammarico il festoso cestino di Natale, leggendo questo meraviglioso articolo che fortunatamente è dedicato niente popo di meno che ai poliamorosi e alla loro vita sentimentale! Yeeee!

Essendo attiva nell’abiente dei diritti umani e collaborando spesso con attivisti lgbt, la realtà dei poliamorosi non mi è così nuova e in questo, forse, mi rendo conto di essere un’eccezione.

Di poliamore però se ne parla sempre di più anche fuori da questi ambienti e negli ultimi tempi tanti concetti che descrivano gli orientamenti sessuali o le abitudine romantiche più diverse sono sempre più in voga, con tutti i pro e i contro del caso, ovviamente. Tra i pro annovero sicuramente la nuova possibilità di servirsi di un’etichetta che possa finalmente descrivere la propria esperienza, con il sollievo di realizzare che non si è sbagliati o diversi da nessuno, ma che, anzi, un’intera comunità si serve di quello stesso termine per far riferimento agli stessi gusti o comportamenti (mi riferisco solo a quelli tra adulti consenzienti). Tra i contro c’è quello naturale di veder sorgere polemiche e controversie: quando qualcosa di poco conosciuto diventa tutto ad un tratto qualcosa di cui tutti parlano, i fraintendimenti e i pregiudizi si sprecano.

Proprio per questo, e in particolare per il desiderio di eludere qualche pregiudizio e di chiarire qualche incomprensione, ho sentito il bisogno di scrivere questo articolo.

Dal momento che non sono una poliamorosa in prima persona, mi servirò anche delle parole di Angi Becker Stevens, autrice di alcuni articoli sul blog Huffpost.
Partiamo dal principio, ovvero dalla più semplice e basilare definizione del termine. Per poliamore si intende “la pratica di essere coinvolti contemporaneamente in più di una relazione di natura sessuale o romantica con il consenso di tutte le persone coinvolte”.

Non strabuzzate gli occhi, mi dispiace avervi deluso, ma ebbene si: i poliamorosi non si dedicano a gigantsche orge (non per forza almeno) e non vivono nemmeno relazioni sessuali superficiali, segrete o parallele al matrimonio. Come dice Angi, il concetto di poliamore non vuol dire nient’altro che amare più di una persona alla volta, sfidando quella idea a cui fin da piccoli siamo estremamente affezionati: l’idea del lieto fine, della principessa e del principe azzurro che sembrano innamorarsi al primo sguardo per poi non lasciarsi mai più.

Il panorama romantico dei poliamorosi è più complicato di questo finale da fiaba, ma non è poi così assurdo se ci pensiamo bene. Soprattutto, per quanto condividiamo o meno questa scelta di vita, chi siamo noi per mettere in questione i sentimenti di una donna che, come nel caso della nostra Angi, ad esempio, sente di essere ugualmente innamorata sia del marito con cui è sposata da quindici anni, che del compagno con cui sta insieme da ormai quasi tre anni? Chi siamo noi per mettere in discussione le sue scelte, scelte che tra l’altro le fanno tutt’altro che male e scelte con cui i suoi compagni sono totalmente in linea e in accordo?

“Nessuno” dovrebbe essere la risposta giusta, eppure mi ha colpito moltissimo cogliere il disagio di Angi nelle sue parole mentre descrive la sua scelta di vita e si dice consapevole delle critiche e dei pregiudizi che la riguardano. Si tratta di Pregiudizi che metterebbero in discussione persino la sua libertà di presentare il suo compagno agli eventi ufficiali come matrimoni o funerali.

Un altro punto su cui Angi si esprime con assoluta schiettezza è l’idea per cui, dall’esterno, la gente sia sempre pronta ad individuare una gerarchia tra le coppie e quindi tra le esperienze sentimentali dei poliamorosi. Angi utilizza un’ottima immagine per far intuire quanto questo tipo di approccio sia assurdo, facendo un altro esempio molto noto per gli lgbt: “quest’idea per cui dovrebbe esserci una gerarchia” dice Angi, “un solo e vero amore, una relazione più importante di tutte le altre, mi ricorda molto quelle persone che davanti a coppie dello stesso sesso si chiedono chi sia la donna e chi l’uomo”.

Non voglio condannare in Toto questo tipo di approccio, perché mi rendo conto che non sia altro che un tentativo di comprendere qualcosa di nuovo riducendolo agli schemi che più ci sembrano familiari, ma bisogna realizzare che non tutto può esaurirsi su questo piano.

Anche in questo caso il modo migliore per imparare e per comprendere davvero è il dialogo! Informatevi quanto potete e se veniste a sapere che un vostro amico, una vostra amica, un famigliare o una collega sono poliamorosi, non fate assunzioni sul loro stile di vita e sulla loro vita sessuale, per favore. Piuttosto ascoltateli e lasciate dire a loro in base a cosa definiscono la loro vita privata!

Vi lascio l’articolo di Angi in lingua inglese e un video di Buzzfeed in cui dei poliamorosi rispondono alle domande più gettonate…anche a quelle più scomode!
https://m.huffpost.com/us/entry/4370026

Il Capybara Femminista 

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

One comment on “Tucomingout #9 : La sottile linea tra orgia e poliamore

  • Viola Bosio , Direct link to comment

    a me sa di un faticoso pazzesco, già è complicato gestire un rapporto con UN’ALTRA persona, figuriamoci con due o tre o mille! condivido però l’idea che si possano amare più persone insieme, senza tradirne alcuna. difficile, ma possibile.

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