Tucomingout #14 Toglietevi il Pussy Hat: Una riflessione sul termine TERF

Con il Tucomingout di oggi voglio cogliere l’occasione di fare un appello che ritengo stia diventando più importante che mai.

Qui sotto trovate un video in cui si spiega in modo molto chiaro e in pochissimo tempo il significato del termine TERF ovvero Trans Exclusionary Radical Feminist.
Per farla breve, questa sigla viene utilizzata per indicare quelle femministe cosiddette radicali che escludono dal discorso, dalla lotta e dal movimento le persone trans e, nello specifico, le donne trans in quanto si rifiutano di considerarle “vere donne” perché non sono nate con una vagina (per approfondire a proposito di transgender e transessualità potete leggere qui). 

Questa insistenza sulla vagina ha fatto sì che le TERF si impossessassero di un simbolo che dovrebbe invece indicare inclusione e intersezionalità: il pussy hat.

Ed ecco perché ho deciso di dedicare un intero articolo a questa categoria di “femministe”.
Come rappresentante del movimento Women’s March, che dal pussy hat è universalmente rappresentato, non potevo non specificare alcuni punti fondamentali.

Cominciamo col dire che il pussy hat non ha nulla a che fare con un tentativo di celebrazione della vagina in stile seconda ondata, ma ha origini per precise: ricordate quando, durante la campagna elettorale americana, venne resa pubblica quella angosciante registrazione in cui si sentiva Trump che, parlando delle donne, affermava che fosse necessario “grab them by the pussy”? Quando è successo si è deciso che quando le donne avrebbero marciato a Washington DC (e in tutto il mondo) avrebbero dovuto rispondere a queste parole e visto che a gennaio a Washington fa freddo, facendo un gioco di parole (in inglese “pussy” corrisponde sia al nostro “figa” che a “gattino”) si è deciso di rappresentare questa cosa con un cappello di lana rosa a forma di orecchie di gatto.

Ed è davvero tutto qui, questo è l’unico significato di quel bellissimo cappellino con le orecchie che ci vedete sempre indossare quando manifestiamo.

Detto ciò, direi che possiamo passare all’appello a cui ho accennato all’inizio e invito voi che mi state leggendo a fargli fare il giro del mondo così che possa arrivare a tutte le “femministe” transfobiche del mondo:

Innanzitutto, toglietevi il pussy hat. Non vi accetto nel movimento se voi non accettate che Women’s March sia inclusiva e intersezionale e smettetela di violentare un simbolo di parità con la vostra transofobia; poi, e questo lo dico a tutt*, smettiamola di usare il termine TERF! Non sono femministe radicali, perché non sono femministe: la transofibia non è femminista!

La Mucca Intellettuale

Sono La Mucca Intellettuale: ho 23 anni, ma ne dimostro 15, ho dei bellissimi occhiali arcobaleno che si appannano in ogni circostanza e sono troppo bassa per essere vera. Sono una studentessa e un’apprendista psicologa: sogno di studiare sessuologia per portare consapevolezza nelle scuole di tutto il mondo e di diventare la nemica numero 1 dei genitori anti-gender. Sono bisessuale e mi piace dire che esisto.

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