Ode al Femminismo

Gli ultimi giorni sono stati, per così dire…turbolenti. I miei principi e il mio attivismo mi hanno portato nel giro di poche ore a essere chiamata “fondamentalista” da alcuni e “supereroina” da altri. In determinate persone ho suscitato paura. Si trattava di quelle persone che mi guardano con sospetto perché la penso diversamente da loro, e che provano, forse, invidia, nel vedermi sostenere le mie teorie con una decisione che loro probabilmente non hanno avuto mai nella vita.

Da questi individui ho ricevuto sguardi di odio accompagnati da affermazioni del tipo “Non mi fido di te! Lo sanno tutti che gli estremisti sono quelli che portano alla guerra!”. Da una parte, mi ha scioccato sentirmi dire certe cose da persone che avevo molto vicine e che, erroneamente, pensavo di poter tenere vicine per molto tempo; dall’altra non posso dirmi sorpresa. Ricerche e studi mi hanno insegnato che il femminismo mette in discussione formule talmente interiorizzate dalla società, da essere percepito effettivamente come una minaccia da coloro che, consapevoli o meno, in quello strato di sessismo e misoginia che ricopre più o meno ogni forma di istituzione o intrattenimento, ci si crogiolano.

Questa serie di eventi turbolenti, che non mi dilungo a descrivere, ma che mi hanno portata a sfiorare le botte di un uomo il cui pollice era grande quanto il mio orecchio, mi hanno riempito la gola di un grosso groppone fatto di rabbia e disgusto. Disgusto nei confronti degli uomini che ancora credono di poter trattare le donne come pezzi di carne dalle forme più o meno attraenti e di rabbia nei confronti di quelle donne che, immerse fino al collo nel già citato strato di sessismo e misoginia, nascondono il loro legame con un sistema patriarcale dietro a ipocrite uscite del tipo “io sono per le donne”.

Ora, essendo tutto ciò successo a ridosso della scandenza per la stesura di un articolo, mi sono trovata davanti a due opzioni: scrivere un articolo che potesse racchiudere tutto la mia rabbia e il mio disgusto e dare libero sfogo al mio groppone in gola, oppure scrivere un testo pieno di amore e di riconoscenza verso quel movimento che mi ha permesso di scardinarmi dai meccanismi quotidiani che avviliscono le donne e non solo.

Per cui ecco qui, la mia Ode al Femminismo

Senza il femminismo, ora sarei probabilmente nel mezzo di qualche dieta estrema e poco salutare.
Senza il femminismo potrei essere ancora coinvolta in una relazione abusiva. O meglio, in una serie di relazioni abusive. Quelle che dei nomignoli poco simpatici, affibiatimi quando ancora non avevo dato il primo bacio, mi hanno fatto credere di dover intraprendere.
Senza il femminismo, ora mi guarderei allo specchio convinta di non essere abbastanza, confrontando con ossessione il mio riflesso alle foto di qualche star di Instagram.
Senza il femminismo, farei finta di niente mentre lungo la strada uomini più simili a caricature di loro stessi si sprecano in fischiatine e suoni raccapriccianti.
Senza il femminismo, mi terrei vicino amiche che non contribuiscono alla mia crescita, perché non avrei l’ambizione di pretendere di più dalla mia generazione e dalle esponenti del mio sesso.
Senza il femminismo, non avrei il senso critico di confrontare le fonti prima di prendere una posizione. Non farei I salti mortali per presentarmi alle urne ogni volta che sono chiamata a farlo, perché non apprezzerei gli sforzi fatti dalle donne che, venute prima di noi, sono morte affinché noi potessimo lasciare un segno a matita. Senza il femminismo non apprezzerei la diversità e avrei due cornrows lunghe fini ai fianchi perché non conoscerei il concetto di “appropriazione culturale”.
Senza il femminismo percepirei una donna velata come una minaccia, un musulmano come un terrorista e un omosessuale come un malato.

Ma, per fortuna sono una donna libera, per cui: Ode al Femminismo.

Il Capybara Femminista

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

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