Esiste la città perfetta?

Ormai lo sapete bene! Qui al Tucamingo ci teniamo a schierarci non solo dalla parte delle donne, degli e delle LGBT e degli uomini (convinti o meno di everne bisogno), ma anche dalla parte dell’ambiente. Noi siamo dalla parte di questa Terra che stiamo facendo andare a rotoli: disboscando, spopolando e cementificando un ecosistema dopo l’altro.
Ovviamente abbiamo ancora tanto da imparare e tanto da mettere in pratica! Ma cerchiamo di fare qualcosa nel nostro piccolo, specialmente spargendo la voce e informandovi sui modi migliori per avere un impatto contenuto e fare scelte più ecosostenibili.

Dai prodotti fai da te agli acquisti second hand fino alle politiche zero waste…Sono tutte questioni di cui abbiamo già discusso più volte…eppure eccomi qui, decisa a ribadire ancora il concetto, pronta ad affermare che individuare un problema e non fare assolutamente niente per risolverlo ci porta a diventare complici delle cause che, quello stesso problema, lo hanno creato.
Oggi voglio condividere la storia di un gruppo di persone che hanno fatto propria questa regola. Voglio condividere con voi la storia tanto vera quanto sorprendente di Kamikatsu: un piccolo villaggio giapponese (1700 abitanti) che ha fatto del riciclo la propria prerogativa!

Dal 2003 a Kamikatsu è stata adottata una politica zero waste che vincola gli abitanti e ogni attività commerciale a suddividere la propria spazzatura in ben 34 categorie! Categorie che portano il comune “carta, vetro, plastica” a cui siamo abituati ad un altro livello! A Kamikatsu sembra esistere un bidone apposito per ogni cosa: cartone, carta di giornale, volantini e così via!
La raccolta differenziata comincia nelle case dove involucri e contenitori vengono lavati con cura prima di essere suddivisi in ceste più o meno capienti. Una volta che i rifiuti sono arrivati ai centri di raccolta, degli addetti controllano manualmente quanto portato dai cittadini per assicurarsi di correggere eventuali errori o di rimediare a piccole sviste. Ciò che è più interessante è che ai cittadini viene fatto sapere esattamente in cosa verrà trasformato il prodotto di scarto di cui si stanno liberando: una pratica, questa, che non solo soddisfa la loro curiosità, ma mantiene anche alti entusiasmo e consapevolezza.

Un’altra perla di questa meravigliosa cittadina sono i Kuru Kuru Shop: negozi “circolari” in cui possono essere presi oggetti di seconda mano gratuitamente, scambiandoli con altri elementi che potranno essere utili al prossimo cliente! Ma Kamikatsu non si ferma qui. Per assicurarsi che almeno l’80% della spazzatura prodotta venga reciclata, decomposta o riutilizzata, sono state create anche piccole fabbriche dove le donne più anziane, che sembrano essere le più capaci in questo settore, ricavano orsetti giocattolo o borse da vecchi vestiti, kimono e persino bandiere!

Sebbene per gli abitanti sia stata inizialmente molto dura, hanno deciso di mettere in pratica questa filosofia dopo aver visto gli effetti dannosi che bruciare i rifiuti ha avuto sia sul loro ambiente che sui componenti della loro comunità. Ora sono completamente abituati a questo nuovo regime di vita che ha permesso a Kamikatsu di abbattere i costi riducendoli ad 1/3 rispetto a quelli iniziali. Kamikatsu non si sta fermando, è infatti consapevole di dover fare il massimo per rimediare ai danni di tanti consumatori incoscienti! Per il 2020 il loro obiettivo è chiaro: essere 100% zero waste!

Il Capybara Femminista

 

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

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