Da grande sarò Lisa Simpson

Ebbene sì, sto parlando proprio di lei. Di quella ragazzina gialla di otto anni con i capelli a forma di stella e gli occhi a forma di palla. Lei, che con la sua iconica famiglia ci teneva compagnia in pausa pranzo prima del rientro scolastico o ci intratteneva la sera, accasciati sul divano, aspettando che fosse pronta la cena.
Lisa Simpson non solo ci fa sorridere dal 1989, ma è da allora che ci dispensa pillole di saggezza, in nome della parità, della giustizia e del più grande favore che un essere umano potrebbe farsi: pensare con una mente aperta e libera dal pregiudizio.

Tra la fatica per gestire i dispetti del fratello maggiore Bart (per lei Babi), e l’impegno nel star dietro a spasimanti più o meno discutibili, Lisa ha offerto in moltissime occasioni un esempio da seguire a tante ragazzine che la guardavano.

Lisa si è scontrata in più di un episodio con gli stessi problemi che una pre adolescente affronta prima o poi nella vita: il bullismo a scuola, la competizione femminile, il primo amore, le paranoie sul peso e sulla forma fisica, dettati da una società che ci propina ideali di bellezza scandalosamente irrealistici. Lisa ha sempre trovato il modo più umano e verosimile di gestire queste difficoltà: subendole, all’inizio, come una qualsiasi ragazzina di otto anni, e ribaltandole poi dall’interno, denunciando senza paura quanto trovasse di sbagliato nella realtà che le stava intorno, come solo una supereroina saprebbe fare.

Passando ad esempi più espliciti e concreti: sono sicura che tutt* ricordiate l’episodio intitolato “Lisa VS Malibu-Stacy”. In quel celeberrimo episodio, Lisa reagisce perplessa e si interroga seriamente sul concetto di Parità e sul modello femminile offerto alle più giovani dopo aver ricevuto in regalo una Malibu Stacy ( che, per capirci, sarebbe la versione simpsoniana di Barbie). Lisa è scandalizzata nel vedere quanto un giocattolo per bambine possa essere sessualizzato e quanto quello che rappresenta un potenziale esempio da seguire si traduca in bambole prosperose con corredo di trucchi e scarpe col tacco (non che ci sia qualcosa di male nel make-up o nelle scarpette alla Louis Vitton, ma potrebbe essere non poco umiliante vedere associati questi unici elementi all’universo femminile). Beh, Lisa non accetta passivamente il regalo e non si sforza di adattarsi ad una realtà che percepisce come scorretta. Lisa, infatti, finisce per crearsi la sua stessa bambola dal nome “Lisa Cuor Di Leone”: una bambola tosta in cui Lisa può davvero vedersi rappresentata e che, se premuta sul petto, dice: “Credi in te stessa e potrai ottenere qualsiasi cosa”.

Di altri esempi simili a questo ce n’è un’infinità: in un episodio ambientato nel futuro vediamo Lisa in veste di niente popo di meno che della nuova presidente degli Stati Uniti; in uno speciale di Halloween Lisa rivaluta la posizione della strega e si dice una Wiccan, ovvero, detto in parole estremamente povere, una neo pagana dedita ai riti magici , interpretati come chiave di unione tra spirito e corpo, corpo e natura; in un’altra spassosissima puntata Lisa diventa reginetta di bellezza di Springfield, e, consapevole di avere ora una voce di rilievo nella comunità, sfrutta la sua fama e il suo privilegio per promuovere opere di miglioramento nella sua cittadina.

Lisa sembra non perdere occasione per avvicinarsi passo dopo passo all’idea di giustizia e di uguaglianza alimentate dal suo giovane cuore. Buddista, vegetariana, Femminista e persino jazzista! Lisa è un esempio concreto da seguire, per chiunque non accetti che il patriarcato risponda “No”’alla propria voglia di emergere e al proprio bisogno di giustizia.

Il Capybara Femminista 

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

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