Da grande sarò Clare Hollingworth

Il contesto in cui si sviluppa la storia che vi racconto oggi è quello di una tipica famiglia borghese dell’Inghilterra di inizio Novecento.
Un padre, una madre, dell’ottimo tè caldo e una bambina a cui far imparare l’economia domestica mentre il governo faceva propaganda sperando di invogliare i giovani machi britannici ad andare in guerra, visto che i volontari avevano scritto un paio di poesie e poi si erano tutti fatti ammazzare con orgoglio e portanti tanto tanto onore al Paese.
Peccato che la ragazzina di cui parliamo sia una giovanissima Clare Hollingworth, che di faccende domestiche non ne vuole sapere, le interessa di più riportare la cronaca dalle trincee. Eeeh, queste giovani…

La piccola Clare non accettò mai le lezioni di cucina e cucito che la sua famiglia volle a tutti i costi farle prendere in collegio e, una volta cresciuta, si iscrisse all’università per studiare le lingue slave per poi trasferirsi all’università di Zagabria per studiare croato. Si dedicò alla stesura di diversi articoli per alcuni giornali, finché decise di entrare in politica, candidandosi col partito laburista ad un’elezione che fu bruscamente interrotta dall’avvento del secondo conflitto mondiale.

Clare Hollingworth non si fece fermare dalle follie della guerra.
Si dedicò all’assistenza dei rifugiati in fuga dalla Germania nazista, salvando migliaia di vite, riuscendo, nel frattempo a entrare a far parte della redazione del Daily Telegraph, per il quale ebbe l’occasione di essere la prima, dopo diverse indagini, a scrivere dei sospetti sull’imminente attacco tedesco in Polonia. Quando l’invasione iniziò, fu lei ad avvisare l’ambasciata inglese a Varsavia, incontrando numerose difficoltà nell’affermare la propria credibilità, perché, insomma, parliamo di una donna, dirà sicuramente una marea di st*onzate! (infatti sappiamo tutti che era una cagata, Hitler era uscito a farsi una passeggiata in Polonia, giusto? E lei probabilmente aveva il ciclo e l’ha presa male)

Finite le operazioni militari in Polonia, Clare non smise di documentare la guerra. Si trasferì prima a Bucarest, dove raccontò l’abdicazione forzata di Re Carlo II, poi a Il Cairo, in Turchia, in Grecia, a Tripoli e, infine, ad Algeri, per seguire le azioni di Eisenhower. Prima dell’arrivo della pace fece in tempo a spostarsi e a riportare gli eventi in Palestina, Iraq e Iran, dove ebbe l’occasione di intervistare, per prima, lo Scià di Persia.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il suo lavoro, nonché la sua passione, la portò a viaggiare in diverse parti del mondo, sempre impegnata a diffondere notizie e a fronteggiare le infinite difficoltà che ogni donna doveva affrontare a metà del secolo scorso.

Le imprese di Clare Hollingworth sono infinite e impossibili da elencare, ma credo che, anche se non possiamo conoscere il suo contributo a scuola, perché per qualche ragione non ci viene tramandato, abbiamo tutt* l’obbligo di dirle grazie per averci raccontato la storia.

La Mucca Intellettuale

Sono La Mucca Intellettuale: ho 23 anni, ma ne dimostro 15, ho dei bellissimi occhiali arcobaleno che si appannano in ogni circostanza e sono troppo bassa per essere vera. Sono una studentessa e un’apprendista psicologa: sogno di studiare sessuologia per portare consapevolezza nelle scuole di tutto il mondo e di diventare la nemica numero 1 dei genitori anti-gender. Sono bisessuale e mi piace dire che esisto.

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