Ciclo mestruale: tra free bleeding e tabù

Il ciclo mestruale.

Queste parole per alcune sono associate alla poesia del ciclo naturale, alla luna, alle sue fasi e al potere creativo dell’organo sessuale femminile. Altre non possono fare a meno di associarle ai crampi, agli sbalzi d’umore e agli sfoghi acneici.
Tutte però, nonostante la nostra esperienza personale, iniziamo presto a capire che il ciclo mestruale è un tabù. Non importa quanto sia sereno il rapporto che abbiamo con le nostre perdite o quanto, in preda ai dolori, vorremmo chiedere aiuto e supporto: di mestruazioni non si parla, se non, in alcuni casi, nell’abbraccio accogliente di una piccola cricca di amiche.

Questo è più o meno quello che è sorto in più di un’ora di concitata discussione tra donne, in occasione dell’evento di Bossy “uniamo l’utero al dilettevole”. Questo, e il fatto che le donne hanno effettivamente bisogno di parlare del loro ciclo! Sì, perché la finestra di un’ora di tempo pensata per il confronto non è bastata. Siamo andate avanti per quasi due ore condividendo ognuna la propria storia: le prime mestruazioni, i dolori, i flussi abbondanti e quelli più scarsi. Le disavventure al mare, le battute che proprio non ci riescono a strapparci una risata, le malattie, le terapie e gli aborti che hanno compromesso il nostro ciclo e, assurdamente, il nostro sentirci donne.

In poco meno di due ore le condivisioni sono state decine e decine e con loro sono arrivati consigli e supporto in un vortice di empatia che ci ha portato, alla fine dell’incontro, a chiamarci “sorelle” e a sentirci davvero come tali.

Sembra davvero, insomma, che questo tabù delle mestruazioni ci stia stretto. Eppure in alcune situazioni ci è difficile dimostrare agli altri quanto naturali e innocue siano “le nostre cose”, perché siamo noi le prime a conoscerle poco, a conoscerci poco, e ad aver ormai assorbito gli insegnamenti di una cultura pregna di superstizioni dal sapore misogino.

A questo proposito è intervenuta Naki (Annachiara) che, con la sua pratica yoga dedicata alla luna e all’energia femminile, ci ha messe in contatto con tutto l’universo contenuto nel nostro piccolo utero. Oltre allo yoga sono tante le abitudini che ci possono aiutare a normalizzare il nostro ciclo e ad assecondare i cambiamenti del nostro corpo. Utilizzare app che ci permettano di monitorare ogni fase del mese può essere utilissimo, ad esempio. Noi del tucamingo ci troviamo particolarmente bene con “Maya”, un’app che, se aggiornata regolarmente, formula anche previsioni sull’ umore, cosa utilissima per chi subisce le altalene emotive della sindrome premestruale! Ogni giorno, poi, Maya condivide consigli e informazioni di carattere medico per aiutarci ad essere più informate, scoprendo i delicati meccanismi che avvengono nel nostro corpo, e per imparare a prenderci cura di noi a seconda della fase del ciclo in cui siamo.

Un’altra pratica interessante, che sta senza dubbio squarciando i veli del tabù intorno alla questione “mestruazioni”, è quella del free bleeding. Il free bleeding, ovvero “sanguinare liberamente”, non prevede l’uso di tamponi o di assorbenti durante “quei giorni”, ad eccezione di qualche asciugamano sui cuscini del divano o sul materasso in camera da letto. Ovviamente lo scopo del free bleeding non e imbrattare il mondo di sangue mestruale, bensì mettere in discussione Tutti i vincoli e le convinzioni che ci portano a vivere il ciclo come un dramma, un segreto da non rivelare  o una semimaledizione.  Con il free bleeding molte donne si stanno effettivamente liberando dei pregiudizi legati al ciclo e stanno coltivando attraverso questa pratica dal sapore ancestrale il rapporto con la loro femminilità, anche semplicemente sperimentandola tra le mura domestiche.

Attenzione però! Se qui in occidente il free bleeding è un’alternativa affascinante, in tante altre parti del mondo questa alternativa non si pone. In moltissimi paesi le donne, in mancanza di prodotti sanitari, vivono i giorni del ciclo in reclusione: il sangue delle mestruazioni in molte culture è percepito come impuro e le donne subiscono questo stigma attraverso l’isolamento. In altri casi, invece, l’allontanamento da pratiche e impegni quotidiani è dovuto a ragioni di tipo pratico e, se qualcosa si sta muovendo in aiuto di queste sorelle lontane, dobbiamo ringraziare chi di mestruazioni ne parla e lo fa liberamente. Grazie ad attiviste come Kiran Ghandi sono nate campagne di sensibilizzazione e di raccolta. Le mie preferite sono Pads4girls, che invia assorbenti lavabili alle ragazze di alcune zone dell’Africa (lunapads.com/pads4girls) e The Homeless Period (thehomelessperiod.com), che pone l’attenzione sulle esigenze delle donne senzatetto.

Insomma, parlare di ciclo e di mestruazioni ha chiari effetti benefici, siamo d’accordo?

Il Capybara Femminista 

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

One comment on “Ciclo mestruale: tra free bleeding e tabù

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: