Big Mouth: Avere 12 anni non fa più così schifo

Tra l’ansia da sessione esami che si avvicina e l’overdose da panettone, penso di non essere stata la sola a trascorrere una buona dose di queste vacanze natalizie schiaffata sul divano in balia di Netflix e dei suoi mirabolanti contenuti. In particolare, poiché me la consigliarono in tanti, io e il mio ragazzo ci siamo fatti catturare da Big Mouth: cartone animato statunitense, per adulti, prodotto da Netflix e uscito lo scorso settembre. Big mouth conta dieci episodi, per ora, e narra, per citare Wikipedia, “ le meraviglie e gli orrori dell’adolescenza”.

Guardare big mouth è stato uno spasso per tanti motivi: seguire le avventure di Nick e Andrew, I due protagonisti principali, e dei loro amici che mettono piede per la prima volta nel magico mondo della pubertà è stato catartico: mi sono onestamente liberata degli imbarazzanti ricordi di quella fase ed è stato infinitamente divertente confrontarmi con il mio lui su temi come il primo ciclo, la masturbazione e i primi sogni erotici. Ovviamente, però, non è questo il motivo per cui voglio parlarvi della suddetta serie…

Big mouth si merita una pagina su questo blog per la quantità di tematiche all’avanguardia che solleva: dalla scoperta della propria sessualità (che non deve per forza essere ETEROsessualità), alla masturbazione e il desiderio femminili: un episodio dopo l’altro, Big Mouth arriva dove tutte le serie ad essa più assimilabili (Griffin, Simpson, South Park…) non si sono mai spinte.

Cercherò di fare qualche esempio più specifico, tenendo sotto controllo gli spoiler, I Swear!

L’episodio dedicato al ciclo mestruale si sviluppa, giustamente (LOL) con note melodrammatiche: ovviamente alla ragazza in questione viene il ciclo il giorno della gita scolastica e, ovviamente, indossava dei pantaloncini bianchi per l’occasione! Fin qui tutto sembra abbastanza mainstream, se non fosse che, in questa esperienza, si trova coinvolto anche il protagonista: gli autori avrebbero potuto sprecarsi in battutine misogine o scenette viste e riviste in cui il ciclo mestruale viene demonizzato e la donna/ragazza mestruata di turno viene sminuita o presa in giro, ma big mouth cambia registro: il ragazzo è comprensivo e cerca di rendersi utile sia cercando ciò che può sostituire gli ovviamente fuori mano assorbenti, sia prestando ascolto e cercando di alleviare le ansie dell’amica (che è davvero solo un’amica) in quella situazione per lei delicata.

Un altro episodio impareggiabile è quello in cui uno dei personaggi principali comincia a mettere in dubbio la propria eterosessualità, trovandosi attratto da un ragazzo. Abbracciando la sua ipotetica omosessualità senza troppi conflitti interiori, decide in un primo momento di non dire nulla al suo migliore amico, che però lo verrà a scoprire per vie traverse. Anche qui le battute omofobe avrebbero potuto sgorgare da ogni luogo: mi aspettavo di veder rappresentata, matematicamente, la classica scena per cui il maschio etero di turno avrebbe dato per scontato che, trovandosi a meno di due kilometri di distanza da un gay, questo avrebbe sicuramente voluto avere un rapporto sessuale con lui (rapporto sessuale da evitare assolutamente, per mantenere la propria posizione di maschio alpha, of course). E invece no. Anche in questo caso, big mouth evita i demoralizzanti luoghi comuni: l’amico, tenuto all’oscuro dal suo compagno di scuola sui suoi più intimi pensieri, si dispiace di non essergli stato vicino e non ci pensa due volte a dire che, gay o no, la loro amicizia non sarebbe stata in alcun modo compromessa da questa vicenda.

Gli esempi che potrei riportare sono un’infinità: dalla festa del bar mitzva a tema “Femminismo”, al discorso “pornografia” che viene seriamente problematizzato, fino alla composizione etnica dei protagonisti per cui i bianchi sono una minoranza…

Sia volendo vedere big mouth come uno specchio della nostra generazione (finalmente pronta a concepire gli orientamenti sessuali più svariati, a rappresentare le minoranze e a concretizzare la sessualità femminile), sia sperando che questa stessa serie possa aprire gli occhi a chi di parità ancora non ne capisce un c***o, non posso che essere entusiasta di Big Mouth e della sua vivacità!

PS: Jessi Glaser è la vita <3

PPS: Io mi sono finita tutti gli episodi in tre giorni…voi quanto pensate di metterci?

Il Capybara Femminista

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

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