Tucomingout #13 “A” come Allies, “A” come Asexual

Eccolo qui, un altro capitolo della nostra rubrica arcobaleno. Dall’uscita del primo articolo del Tucomingout, abbiamo ormai ragionato spesso su cosa voglia dire essere omosessuale per un giovane ragazzo del XXI secolo, con l’aiuto del nostro amato Suricata Dissidente. Abbiamo riflettuto più volte sulla bisessualità, guidat* dalle esperienze della nostra Mucca Intellettuale. Molte altre, invece, abbiamo più semplicemente discusso insieme sul tema della parità, della sessualità e su ciò che le varie lettere della sigla LGBTQIA rappresentano.

Qualcuna, però, manca ancora all’appello!
Ecco che il Capybara Femminista corre ai ripari, proponendosi di raccontarvi un pochino ciò che si cela dietro quella “A” maiuscola.

La lettera A della sigla “LGBTQIA” rimanda a due gruppi di persone: gli e le asessuali e i/le cosiddetti/e “allies”.
Andiamo con ordine.

Per asessuale si intende una persona che non prova attrazione sessuale e non ha interesse per il sesso. Alcuni psicologi definiscono l’asessualità come “mancanza di orientamento sessuale”, mentre alcuni sessuologi vorrebbero far rientrare l’asessualità tra i possibili diversi orientamenti. Che siate dell’una o dell’altra parrocchia, o che sia la prima volta che sentite parlare di asessualità, ciò che conta è che la accettiate come una realtà effettiva e concreta, se pur rara (un recente sondaggio britannico che includeva una domanda sull’attrazione sessuale, ha riportato che l’1% delle risposte indicava che l’autore “non aveva mai provato alcuna attrazione sessuale” (Bogaert, 2004).).

Vi chiedo dunque di non armarvi di scetticismo e di non mettere in difficoltà una minoranza; eventualmente, se questo articolo avesse acceso in voi della sana curiosità, fate ricerche, ponete domande (nel rispetto della sensibilità altrui) e imparate qualcosa di nuovo!

Parliamo ora del secondo termine a cui “A” fa riferimento. Gli/le allies sono, letteralmente, gli alleati, ovvero tutte quelle persone che non si identificano come LGBTQIA, ma che sostiengono i diritti e la sicurezza di questa comunità.
Gli e le allies hanno un ruolo di fondamentale importanza e, immaginando che tra i lettori del tucamingo non tutti siano LGBT+, ne approfitto per includere in questo discorso un vero e proprio appello.

Gli allies hanno un privilegio che devono riconoscere e quindi sfruttare. Gli allies non si sentiranno mai apostrofare a scuola o al lavoro per il loro modo di camminare o di parlare ; gli allies non proveranno mai paura a prendere per mano il proprio compagno o la propria ragazza davanti ad altre persone; gli allies non correranno il rischio di morire difendendo il loro diritto di amare, non vedranno la loro esistenza negata con nonchalance e non vedranno movimenti sorgere contro di loro con il solo scopo di ostacolare i loro diritti. E, se tu, ally, puoi invece sperimentare o hai già sperimentato tutto questo, perché magari fai già parte di un’altra minoranza, ( che sia essa di genere o religiosa o etnica), beh, allora a Maggior ragione dovrai sentire la necessità e l’urgenza di combattere anche questa battaglia. Perché è proprio questo il cuore del femminismo di quarta generazione.

Parafrasando le parole di Audre Lorde: non sarò mai liber* finché non lo saremo tutt*. Non importa quanto le tue catene siano diverse dalle mie.

Ps: il Tucamingo non vede l’ora di poter cedere la parola ai suoi amici e alle sue amiche lgbt! Volete raccontare la vostra esperienza, condividere un commento o un punto di vista? Scriveteci, vi mettiamo a disposizione il prossimo numero del Tucomingout!

Il Capybara Femminista

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

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