#Slum4Yemen: Salviamo il popolo yemenita

L’articolo di oggi ha lo scopo di chiedervi un aiuto per una gravissima situazione umanitaria che sta colpendo migliaia di civili ormai da due anni e deve necessariamente cambiare.
Tra l’Arabia Saudita e l’Oman, bagnato dalle acque del Mar Rosso, proprio nel cuore del Medio Oriente, c’è un Paese, lo Yemen, che dal 2015 sta vivendo una terribile guerra civile.
Non ho intenzione di soffermarmi su cause e conseguenze del conflitto, se volete capirci qualcosa, trovate qui le risposte a ogni vostra domanda , ma voglio provare a concentrare la vostra attenzione sull’insostenibile crisi umanitaria che sta colpendo la popolazione civile e chiedervi un piccolo aiuto nella speranza che questo problema arrivi, finalmente, ad una soluzione.

Per farlo, devo presentarvi un altro gruppo di attiviste che si stanno impegnando per coinvolgere più persone possibile in questa causa per fare in modo che ignorarla non sia più un’opzione. Si tratta delle ragazze di Sono l’unica mia., una realtà, come la nostra, femminista ed intersezionale, che si occupa, tra le altre cose, di femminismo islamico, dialogo interreligioso e delle diverse situazioni nei Paesi a maggioranza musulmana. Nell’ambito di questo progetto, è nata l’idea di Ester (sì, la stessa che ci ha regalato un articolo la scorsa settimana).
In cosa consiste?
Un po’ di tempo fa, aveva fatto il giro del mondo la foto di Buthaina, una bambina yemenita che, colpita dai bombardamenti, tentava, faticosamente, di tenere aperto uno dei due occhietti, quello meno distrutto, con due dita. Quello che hanno proposto le attiviste di SLUM è, quindi, di riprendere il gesto di questa bimba, di farlo in massa e di raccogliere le nostre foto per iniziare una campagna video che possa puntare i riflettori su questa tragedia umanitaria.
Io, ovviamente, sono qui per invitarvi a farlo: scattatevi questa foto e usate l’hashtag #slum4yemen in modo che le vostre foto possano essere trovate e possano contribuire alla crescita di questo progetto.
Ma, per darvi un’idea più chiara della situazione e spiegare meglio l’importanza di questo gesto, vi riporto l’appello lanciato proprio dalle attiviste di SLUM, che ritroverete su ogni loro spazio online:

Buthaina è il simbolo indiscusso di una tragedia umanitaria, sociale e politica che sta inghiottendo lo Yemen. Le vittime civili non si contano più: carestia, bombardamenti, malattie hanno fatto collassare l’intero Paese. L’Onu ha parlato di 5.144 morti nell’ultimo anno e 18 milioni di persone “bisognose di aiuti”, ma le cifre non sembrano neppure lontanamente avvicinarsi alla realtà. Voltarsi dall’altro lato non è più possibile. Aiutiamo il popolo yemenita e i bambini come Buthaina a riappropriarsi dei sorrisi, dei sogni e del futuro. Supportiamo la battaglia mediatica di chi cerca di porre fine a questo strazio. Perché non esistono “buoni” e “cattivi” in questa vicenda bensì storie di vita distrutte dal potere, dal denaro e dalla ferocia umana. Inviateci una vostra foto, un semplice primo piano, imitando il gesto naturale di Buthaina. Apriamo il nostro sguardo sul mondo. Lo Yemen ha bisogno anche di te.

Non abbandoniamo il popolo yemenita.

La mucca Intellettuale

Sono La Mucca Intellettuale: ho 23 anni, ma ne dimostro 15, ho dei bellissimi occhiali arcobaleno che si appannano in ogni circostanza e sono troppo bassa per essere vera. Sono una studentessa e un’apprendista psicologa: sogno di studiare sessuologia per portare consapevolezza nelle scuole di tutto il mondo e di diventare la nemica numero 1 dei genitori anti-gender. Sono bisessuale e mi piace dire che esisto.

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