Predatori e prede

Il catcalling. Che cosa significa? Direi che dipende dai punti di vista. Se si sta dalla parte di chi si sente in diritto di farlo o di chi crede che “te la prendi troppo per un complimento, in fondo così è facile trovare uomini e, insomma, anche tu lo fai apposta ad attirare l’attenzione, è naturale, dai, e poi è l’istinto”, allora si tratta di un semplice apprezzamento (qualcuno mi spieghi cosa significa); se, invece, la sorte ti ha posto nell’altro ruolo, quello di chi è costretto a subirlo, allora cambia tutto: il catcalling diventa il modo che ha un uomo di marcare il suo territorio, di esprimere il proprio potere su di te, di affermare che tu sei lì per essere presa, per essere conquistata e che devi essere a sua completa disposizione. Perché? Perché sei una donna e, dunque, non sei niente che sia più del tuo corpo, che è fatto solo per loro. Tu puoi solo offrirti ed essere offerta.

Nel momento in cui questo meccanismo malato e disumano diventa implicito succedono due cose: da una parte risulta difficile identificarlo e comprendere quali siano le ragioni che ci portano ad avere paura di chi potremmo incontrare per strada, tanto da arrivare a credere che sia tutta colpa nostra se veniamo osservate, scrutate, fissate, commentate, molestate, importunate, disturbate, seguite, toccate e apostrofate nei modi più volgari se non dimostriamo che tutto questo ci fa piacere; dall’altra risulta invece molto semplice e immediato interiorizzarlo come una corretta norma sociale e la suddivisione degli individui in predatori e prede ci risulta non solo normale, ma anche giusta e impariamo a vivere e a comportarci di conseguenza.

Così, in questo circolo vizioso di condizionamento sociale ci entriamo tutti, ci entriamo tutte e ci giudichiamo e, soprattutto, quando ci ritroviamo ad essere vittime, non reagiamo, ma è da quando esistono le donne che questo assurdo modo di vivere viene perpetuato, perciò io dico che è ora di annientarlo per sempre.

La prossima volta che qualcuno vorrà gonfiare il suo ego a tue spese, non fare finta di non sentire, prendi coraggio e digli la verità. Tu non hai un corpo perché chiunque possa sentirsi in diritto di guardarlo, commentarlo o toccarlo (e non mi spingo oltre perché da qui in poi si aprirebbe tutto un altro capitolo): il tuo corpo appartiene solo ed esclusivamente a te, è la casa di tutte le meraviglie che ti caratterizzano e che rappresenti e ci fai quello vuoi. Tu, non loro! Insegna a questo genere di individui che cosa significa rispettare una donna per il fatto che è una persona, falli pentire di essere come sono, di dire e fare quello che dicono e fanno.

È molto probabile che ora ti senta troppo debole, troppo in pericolo per avere una reazione di questo tipo: è il momento giusto per cominciare a diventare forte, anche dal punto di vista fisico, ma soprattutto nella tua mente. Credi in tutto quello che puoi fare per cambiare questa situazione oppressiva. Fallo perché #NeAbbiamoTuttiBisogno

La Mucca Intellettuale

Sono La Mucca Intellettuale: ho 23 anni, ma ne dimostro 15, ho dei bellissimi occhiali arcobaleno che si appannano in ogni circostanza e sono troppo bassa per essere vera. Sono una studentessa e un’apprendista psicologa: sogno di studiare sessuologia per portare consapevolezza nelle scuole di tutto il mondo e di diventare la nemica numero 1 dei genitori anti-gender. Sono bisessuale e mi piace dire che esisto.

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