Missione Polari: lo slang LGBT+ tra storia e definizioni

Abbiamo già parlato di sottocultura LGBT. Abbiamo già cercato di definire il camp nella sua complessità, tra lustrini e ironia, tra ossimori e fascino.
Abbiamo già individuato insieme le icone gay che hanno caratterizzato l’ultimo secolo, cercando di non tralasciare le più ammalianti, come Mae West, e non facendoci sfuggire le più insolite.

Dopo aver rivolto lo sguardo al passato nell’articolo “La sottocultura LGBT tra polari, camp e San Sebastiano” non possiamo ora non guardare alla nostra contemporaneità e dedicare al Polari, in particolare, un po’ più di spazio.

Come abbiamo già accennato nell’articolo appena citato, il polari può essere definito come un vero e proprio sistema di comunicazione le cui origini sono però incerte.

C’è chi lo fa risalire addirittura al 14esimo secolo, ma è dal 1700 che questa sorta di lingua franca caratterizzata da un misto di idiomi romanzi e utilizzata, fino a quel momento, soprattutto dai marinai, arrivò nelle Molly Houses di Londra ( i locali gay friendly dell’epoca).

Chiunque non si riconoscesse come eterosessuale cisgender tra le strade brulicanti di quella metropoli in ascesa fece presto proprio il polari sfruttandone la creatività e la vivacità.

Gli LGBT cominciarono proprio in questo periodo a riconoscersi come gruppo, a creare una propria cultura e a radunarsi per viverla insieme, ma come fare a riconoscersi tra migliaia di persone senza correre il rischio di imbattersi in bigotti pronti a sporre denuncia e in poliziotti armati di manganello?

Con il polari, ovviamente!
Padroneggiare una lingua “altra” rispetto a quella diffusa tra i londinesi assicurava agli LGBT di trovare compagni, amici e supporto riducendo ogni tipo di rischio.

Dopo alcuni secoli di massima diffusione il polari iniziò però a sperimentare una forte discesa negli anni ’50 e ’60, quando le lotte per i diritti LGBT iniziarono a diffondersi scardinando ogni desiderio di rimanere nascosti.

Ora il polari è meno noto, sebbene le Drag Queen rimangano le principali portatrici sane delle più importanti tracce di questa lingua.
Nel resto della comunità LGBT il polari non è più ben articolato, ma sopravvivono termini ed espressioni che testimoniano la volontà del polari di sopravvivere nel tempo!

Senza dilungarci ulteriormente, ecco alcune di queste voci. Non si tratta ovviamente di un elenco esaustivo e nemmeno vuole esserlo. Questa lista vuole solo ricordare la ricchezza e la complessità di una sottocultura troppo spesso non considerata, con la speranza, magari, di strappare un sorriso.
<3

– Auntie = Zietta. Un uomo per bene e in là con gli anni che si circonda di bei ragazzi giovani pur non avendo fini sessuali.

– Bear = Orso. Un uomo gay, robusto e parecchio peloso.

– Bottom = Letteralmente significa “sotto”. Termine che descrive un uomo gay che preferisce avere un ruolo passivo durante il rapporto anale. Chi preferisce un ruolo attivo è definito “Top”, chi non ha nette preferenze è detto “Vers” o “Versatile”.

– Butch = Donna lesbica molto mascolina. Una butch può essere anche “Stone Butch” quando svolge un ruolo unicamente attivo nel rapporto sessuale.

– Chapstick Lesbian = Lesbica burro-cacao, letteralmente. Indica una donna lesbica né troppo femminile, né troppo mascolina.

– Dyke = Un modo dispregiativo di dire “lesbica”.-

Fairy = Un uomo gay molto effemminato e dalla personalità scoppiettante.

– Femme = Sinonimo di Lipstick Lesbian. Una donna lesbica molto femminile.

– Hasbian = Una donna che si è sempre definita lesbica, ma che ora ha una relazione con un uomo e che non si pronuncia più con certezza sul suo orientamento sessuale.

– In the closet = “Nell’armadio”. Un* componente della comunità LGBT+ che non ha ancora fatto coming out.

– Otter = Un uomo gay dal fisico asciutto e villoso.

– Potato Queen = Un uomo gay asiatico che preferisce uomini bianchi occidentali.

– Rice Queen = Un uomo gay bianco che preferisce uomini asiatici.

– Silver Fox = “Volpe d’argento”, ovvero un uomo di mezza età e molto attraente.

– Twink = Un uomo gay molto giovane o che sembra molto giovane, dal fisico snello e dalla carnagione chiara.

– Wolf = Un uomo gay dal temperamento forte e quasi aggressivo.

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

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