Il razzismo spiegato al Tucamingo: La storia di Ester

Mi hanno chiamata terrorista mentre salivo su un treno in mezzo alla folla.
Mi hanno insultata perché il velo che indossavo non era conforme al loro pensiero.
Mi hanno molestata verbalmente perché il mio corpo rappresentava una provocazione lasciandomi sulla punta della lingua l’amaro di un gesto che avrei fatto volentieri senza rimorso.
Mi hanno invitata a togliermi dalla testa “quel coso” perché sono italiana, perché la mia educazione non veicola messaggi misogini, perché sono ‘bianca’.
Mi hanno guardata negli occhi gridando che noi sporchi musulmani siamo tutti uguali: alziamo il bastone, puntiamo il coltello, perforiamo il cuore.
Mi hanno accusata di appoggiare una cultura che pone la donna ad un livello più basso dell’uomo, che sottomette il pensiero, che vincola gli animi.
Mi hanno schifata.
Mi hanno allontanata.
Mi hanno sfruttata.
Mi dicono che sono occidentale, che sono libera soltanto se non mi copro.
Poi picchiano, uccidono, fanno violenza. Poi se metti una minigonna ti additano. Se usi il rossetto rosso immaginano la tua bocca dentro i loro pantaloni. Se alzi la voce per ribellarti ti urlano contro che sei solo una lurida puttana. Non ti garantiscono un aiuto concreto se sei una madre sola, se tuo marito ti pesta tutte le sere solo perché lo hai guardato negli occhi, se tuo padre ti rasa i capelli perché non hai il diritto di vestirti come vuoi, se il tuo datore di lavoro ti tocca il culo.
Mi hanno detto che il mio posto non è questo, che dovrei stare dove lapidano le donne per adulterio, che prego un Dio che non è il loro Dio, che non valgo niente.
Ma sai che c’è?
Vaffanculo a te.
Vaffanculo alla tua schifosa ignoranza.
Vaffanculo allo Stato che non ci tutela.
Vaffanfulo alla politica che sfrutta la nostra sessualità per acquisire voti lasciandoci marcire dentro prigioni di violenza e di silenzi.
Vaffanculo alla società maschilista e sessista di cui faccio parte ma di cui non mi sento artefice.
Vaffanculo ai bigotti.
Vaffanculo agli estremisti di qualsiasi natura essi siano.
E se ancora non lo hai capito, vaffanculo anche a te che non fai niente per cambiare questo merdume di società sulla quale poggi il tuo culo colpevole ogni notte prima di andare a dormire.
Vaffanfulo a me che sto imparando solo adesso a trattare la vita, la gente, l’odio con quell’aggressività naturale che avendola avuta prima mi avrebbe salvata quando non c’era nessuno a farlo se non il mio Dio.

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