Ho molestato una ragazza: l’altra faccia del #MeToo

Non è un titolo clickbait, è successo davvero e ho davvero intenzione di parlarne perché mi sono accorta di quanto riflettere su certe cose con una mente lucida possa essere utile.

Long story short, tanto non è questo l’importante.

Quando andavo al liceo, nella mia classe quasi totalmente femminile, c’era questa ragazza, bellissima, con un corpo che mi faceva costantemente confondere l’invidia con il desiderio e alla quale, ne sono certa, mancava la voglia di avere le mie mani sul suo culo ogni volta che mi veniva in mente che scherzare su quanto fosse perfetto potesse essere non solo una buona idea, ma anche l’equivalente di un complimento!

[Non sentitevi sporch* quando subite molestie, vi garantisco che ci si fa più schifo quando ci si rende conto di averle inflitte. NdR]

Apparentemente, non è nulla di eccessivamente traumatico, soprattutto perché inserito nel contesto goliardico della ricreazione, tanto che si fa quasi fatica a capire cosa ci sia di sbagliato.
E in effetti ci ho messo alcuni anni a capirlo e non sono bastati: mi ci è voluto il #MeToo per arrivarci.
Insomma, ne ho dati di schiaffi sul culo alle mie amiche, perché questo dovrebbe essere diverso?

Ecco che inizia la ramanzina sulle molestie fatta da una femminista con un passato da molestatrice.

Gli elementi sbagliati in quel mio racconto ci sono tutti:

1. Lei e quanto era avvenente. Echissenefrega? Voglio dire, sì, era stupenda, e allora? La bellezza è forse una buona ragione per molestare qualcuno? Cos’è, una specie di punizione per la bellezza? Devi stare al di sotto del canone di perfezione per sperare di fare quello che vuoi del tuo corpo senza che al genio di turno venga in menta che il tuo culo deve essere di dominio pubblico?

2. I complimenti. I complimenti non mancavano mai e vedevo le mie mani sul suo culo semplicemente come un modo più diretto di enfatizzare quanto mi piacesse. Peccato che non ci siamo per niente: mettere le proprie mani sul corpo di un’altra persona o commentarlo in maniera invasiva senza il suo consenso è una molestia. Buongiorno, ben arrivata tra le persone decenti.

3. Il consenso. Alla fine si arriva sempre qui, perché è questo il punto. Non eravamo amiche, chiacchieravamo qualche volta perché eravamo compagne di classe, ma non c’è mai stata una confidenza tale da poter inferire il suo consenso da qualcosa di diverso da una domanda diretta (ammesso che questo grado di confidenza esista). Eppure io mi sentivo autorizzata a farlo perché sbagliavo tutto: ero convinta che dietro ad una molestia ci fosse l’interesse sessuale e io, in quanto femmina, non potevo provare alcun genere di interesse nei confronti di un’altra femmina, quindi non era più molestia, quindi andava bene. A prescindere dal fatto che questa cosa è omofobica e bifobica da morire, io non tralascerei il fatto che è da un anno che racconto di essere bisessuale (Kevin Spacey who?). Le ragazze mi piacciono eccome e quell’interesse c’era eccome, quindi quel ragionamento assurdo si smonta da solo. Ma, di nuovo, il punto non è quello: una molestia non ha nulla a che fare col desiderio, è solo un’altra forma di violenza.

Non è stato immediato fare questo tipo di ragionamento (altrimenti l’avrei fatto prima di molestarla), ma sono contenta di essermi ritagliata lo spazio per condividerlo perché, chissà, forse, se a spiegare queste cose è una molestatrice che le ha capite, tutte quelle persone che hanno fatto la stessa cosa si sentiranno un po’ meno sgridati e ci arriveranno.

La Mucca Intellettuale

Sono La Mucca Intellettuale: ho 23 anni, ma ne dimostro 15, ho dei bellissimi occhiali arcobaleno che si appannano in ogni circostanza e sono troppo bassa per essere vera. Sono una studentessa e un’apprendista psicologa: sogno di studiare sessuologia per portare consapevolezza nelle scuole di tutto il mondo e di diventare la nemica numero 1 dei genitori anti-gender. Sono bisessuale e mi piace dire che esisto.

02 comments on “Ho molestato una ragazza: l’altra faccia del #MeToo

  • elli , Direct link to comment

    Credo sia molto coraggioso ammettere di aver sbagliato, sopratutto con qualcosa di così delicato.
    Apprezzo anche molto la consapevolezza di un gesto che spesso viene sottovalutato e la voglia di fare qualcosa, di raccontarlo e condividerlo affinchè possa arrivare ad altre persone. Grazie.

    • tucamingo
      tucamingo , Direct link to comment

      Grazie davvero. Non è facile parlare di queste cose, a prescindere dal ruolo che si ricopre nella vicenda, ed è sempre bello trovare accoglienza e consapevolezza dall’altra parte.

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