Da grande sarò Virginia Woolf

È passato da poco il suo compleanno e, visto che prima o poi un articolo gliel’avremmo dedicato, mi sembra giusto prendersi un momento per ricordare una delle più importanti figure non solo per il femminismo, non solo per le donne, ma per la storia dell’umanità intera.

glese, ha una bibliografia invidiabile sia per quanto riguarda i numeri sia dal punto di vista della qualità, ma da dove arriva questa donna meravigliosa?

Dall’Inghilterra, dove è nata il 25 gennaio 1882, in piena età vittoriana, quando alle ragazzine non era concessa l’istruzione, ma, fortunatamente per lei e per noi, ebbe l’opportunità di istruirsi, di leggere i libri dell’immensa biblioteca del padre, di studiare il latino e il francese grazie alla madre e di frequentare gli ambienti più culturalmente attivi della Londra dell’epoca.

Fu lei stessa, insieme al marito, la fondatrice di circoli culturali dove, con i e le migliori intellettuali europei si discuteva di letteratura e politica.

La politica, però, non era solo oggetto delle animate discussioni dei circoli, ma anche parte integrante della sua vita pubblica: oggi è considerata una pietra miliare del femminismo grazie al suo attivismo con il movimento suffragista inglese (è contemporanea di Emmeline Punkhurst, dopotutto) e alla meraviglia che sono i suoi testi, nei quali parlò spesso di donne, del loro ruolo e della loro condizione, primo fra tutti Una stanza tutta per sé.

Dato l’importante ruolo che ebbe pubblicamente per il corso della storia, parlare della sua vita privata può sembrare superfluo, ma io credo che avvicinarsi sul piano umano a questa donna possa essere utile ad ognuna di noi.

Virginia Woolf era bisessuale ed ebbe una travagliata relazione con una donna.

Rimase orfana di entrambi i genitori e i due lutti tirarono fuori disturbi mentali contro i quali si trovò a combattere tutta la vita.

Fu testimone di due guerre mondiali.

Come la sorella, fu vittima di abusi sessuali da parte del fratello: un altro trauma che la fece sprofondare in un’insuperabile depressione.

E fu proprio questa la causa della sua morte: i terribili eventi traumatici che segnarono la sua vita la condussero al suicidio il 28 marzo 1941.

La Mucca Intellettuale

Sono La Mucca Intellettuale: ho 23 anni, ma ne dimostro 15, ho dei bellissimi occhiali arcobaleno che si appannano in ogni circostanza e sono troppo bassa per essere vera. Sono una studentessa e un’apprendista psicologa: sogno di studiare sessuologia per portare consapevolezza nelle scuole di tutto il mondo e di diventare la nemica numero 1 dei genitori anti-gender. Sono bisessuale e mi piace dire che esisto.

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