Da grande sarò Angelina Jolie

Sono anni che per me Angelina Jolie rappresenta un vero e proprio modello da emulare, un esempio di donna a cui aspirare e una paladina a cui rivolgere ascolto e supporto.

Angelina è una forza della natura che non ha niente da invidiare a Lara Croft, il suo personaggio più celebre! Secondo un sondaggio condotto da YouGov, infatti, nel 2015 Angelina risultò essere la “donna più ammirata al mondo”, grazie non solo alle sue doti da attrice e al suo indubbio fascino, ma anche e soprattutto  alle sue attività di beneficenza che le hanno garantito l’incarico di ambasciatrice di buona volontà per l’Alto Commissariato Delle Nazioni Unite.

Negli ultimi quindici anni, Angelina ha sfruttato la sua visibilità per sfidare gli stereotipi e ridefinire concetti come quelli di “femminilità”, di “diva” e “maternità”.

La svolta nel ruolo pubblico di Angelina avvenne nel 2001, quando durante le riprese del film di Tomb Rider, in Cambogia, osservò con i suoi stessi occhi lo stato di miseria e povertà del paese.

In seguito alle riprese del cult, all’apice della sua carriera, Angelina distolse la sua attenzione da interviste e set fotografici per rivolgersi, invece, alle Nazioni Unite. I mesi successivi li trascorse tra la Sierra Leone e la Tanzania, tra il Pakistan e la Cambogia, prestando soccorso e ascolto, ma, soprattutto, prestando la sua voce a donne, uomini e bambini di quelle aree del mondo.

Il viaggio di Angelina si concluse con una donazione ai rifugiati afghani accolti su suolo pachistano, per un totale di un milione di dollari.

Gli anni seguenti furono per Angelina una spedizione continua tra Thailandia, Russia, Ciad, Arizona e svariati altri paesi, con l’intento di portare supporto ai rifugiati politici e alle persone colpite dalle più diverse e logoranti crisi umanitarie.

Il 16 Novembre 2013, Angelina ricevette  il Premio Umanitario Jean Hersholt per le sue opere svolte nel corso del decennio precedente.

Nello stesso anno, la nostra eroina si presentò a sorpresa alla riunione del G8, a Londra, dove, in piedi davanti ad un leggio, denunciò la condizione  femminile nelle zone di guerra.

“Ho parlato con le donne vittime di stupri in tempo di guerra in molte parti del mondo. Mi hanno detto che hanno la percezione che a nessuno importi niente di quello che hanno subito. E come biasimarle?”.

Angelina chiese ai leader internazionali di smettere di trattare gli stupri in tempo di guerra come crimini inevitabili, chiese di prendersi cura delle donne, di rendere loro giustizia, di non concedere amnistie, di non lasciare che i più giovani potessero crescere con i traumi causati dall’aver visto le proprie madri stuprate dai militari invasori.

“Mi infonde coraggio vedere gli uomini leader di questo mondo schierarsi contro lo stupro, e spero che molti seguiranno il vostro esempio” aggiunse Angelina prima di concludere dicendo: “Lo stupro non è un problema delle donne, non è un problema umanitario, ma un problema globale”.

La forza e il carisma di questa meravigliosa donna non si esauriscono nell’aiuto umanitario e nelle missioni di soccorso, ma culminano anche nelle campagne di sensibilizzazione e prevenzione al cancro.

Sempre nel 2013, infatti, Angelina dichiarò di essersi sottoposta ad un duplice intervento di mastectomia avendo, secondo i medici, l’87% di possibilità di sviluppare un cancro al seno.

Nel 2015, visto la sua predisposizione genetica, Angelina decise di sottoporsi anche ad un intervento di ovariectomia, lanciando più volte, in seguito, un chiaro messaggio: la sua identità di donna non sarebbe mai stata compromessa dalla scelta di essersi sottoposta a questi interventi, che, anzi, le infondeva un grande senso di forza e orgoglio.

Nello stesso periodo, in un’intervista riportata sul Times, Angelina condivise la speranza di poter spingere altre donne alla prevenzione e all’informazione: sperava di farle sentire meno impotenti e più sicure davanti alla parola “cancro”.

E la scelta di Angelina ebbe davvero un impatto impressionante: nel periodo immediatamente seguente alle sue dichiarazioni, il numero di test del DNA condotti per la prevenzione al cancro al seno crebbe di due volte e mezzo, creando un fenomeno che gli specialisti chiamano “l’effetto Angelina Jolie”.

Forte, coraggiosa e impavida, Angelina si batte attivamente per rendere i suoi ideali realtà. Si batte per cambiare ciò che c’è di sbagliato in questa società, si batte per quei problemi che non affliggono lei in prima persona, ma che coinvolgono le sue sorelle e i suoi fratelli dei paesi più lontani.

Dalle spedizioni sui territori in stato di guerra, fino alle sue adozioni di bambini e bambine da ogni parte del mondo, Angelina è un esempio di tenacia e grandezza d’animo.

Vorrei chiudere l’articolo con le sue stesse parole: quelle che ebbe modo di pronunciare in occasione del premio dei Kid’s Choice Award nel 2015.

Rivolgendosi ai suoi più giovani sostenitori Angelina disse:

“Mi dissero che ero diversa e mi sentii fuori posto, troppo rumorosa, troppo piena di vita, mai capace di stare seduta composta, mai capace di integrarmi. E poi un giorno, realizzai qualcosa. Qualcosa che spero che voi tutti possiate realizzare.”diverso” è una cosa buona. Quando qualcuno vi dice che siete “diversi”, sorridete e alzate la testa. Siate orgogliosi di voi stessi.”

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

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