Come distruggere il patriarcato con la musica: una playlist femminista

4 maggio 2018: Rebeca Lane sforna Obsidiana, il suo nuovo album, che, provando a placare la mia naturale propensione al fangirling (fallendo miseramente, perché sono qui seduta in università che me la ballo) sto ascoltando mentre vi propongo la mia personale playlist femminista fatta di album, canzoni che si sono rivelate perle o l’intera produzione di artiste grandiose.

1. Queen Bey

Nata negli anni ’90, non potevo che crescere a pane e Beyoncé. Ho scoperto il girl power nei più iconici video delle Destiny’s Child, mentre ancora bambina sognavo di conquistare il mondo con un mini top e dei pantaloni con la stampa militare che mi avrebbero fatto ottenere il rispetto di tutti perché I’M A SURVIVOR, e ho potuto imparare molto sulla sorellanza, sull’intersezionalità e sulle rivendicazioni del femminismo nero grazie a quella meraviglia che è Lemonade. E sì, è vero, ci sono pezzi della produzione da solista di Bey che farebbero inorridire qualunque femminista, ma a me piace pensare a lei come all’artista ormai matura che mi ha permesso di conoscere Chimamanda Ngozi Adichie e il suo grandioso Dovremmo essere tutti femministi, dopo averlo citato in Flawless e quindi si merita decisamente un posto in questa lista!

Beyoncé-Formation

2. Lily Allen

Ok, lo ammetto, non sono esattamente la più esperta in materia, ma non mi sarei mai perdonata se l’avessi lasciata fuori perché Lily Allen ci ha regalato pezzi tanto belli quanto badass che hanno reso più che popolari alcune delle più importanti battaglie femministe. Menzione speciale se la meritano Fuck you, che senza censura manda un messaggio più che chiaro a chi si ostina a portare avanti idee omofobe; Not Fair, che afferma il diritto delle donne e delle ragazze al piacere e al desiderio e denuncia tutte quelle situazioni in cui uomini e ragazzi si sentono in diritto di trascurare l’orgasmo femminile, dandoci anche una lezione per tutte quelle volte in cui, insoddisfatte, abbiamo lasciato correre; e, ovviamente, Hard Out Here, che mette davanti agli occhi di tutti le situazioni di sessismo quotidiano che le donne sono costrette ad affrontare, insistendo, in particolare, sulla frustrante sessualizzazione che ognuna di noi si ritrova a dover gestire.

Lily Allen-Hard out here

3. Pynk, Janelle Monàe

Non conoscevo quest’artista e, a dire il vero, nemmeno ora saprei scrivere un trattato su di lei, ma oggi ho visto il grandioso video di Pynk e non potevo non menzionarla. Janelle Monàe è una cantante nera che ha reso main stream una rappresentazione della sessualità femminile e una celebrazione della vagina con un pezzo ottimo, ma soprattutto con immagini meravigliose e azzeccatissime che vanno da una spavalda quanto discreta -e adatta a un video musicale- rappresentazione della masturbazione femminile a prese di posizione politiche con riferimenti alle disgustose affermazioni di Trump. Per quanto mi riguarda, questo è il video del millennio.

Janelle Monàe-Pynk

4. Against me!

Gli Against me! sono ribellione pura, la loro musica è grandiosa e i loro testi diretti, ma ciò che li rende davvero rivoluzionari è l’attivismo che con le loro canzoni portano avanti. Gli Against me!, infatti, sono il gruppo di Laura Jane Grace, cantante transgender che dal suo coming out porta avanti una battaglia costante per tutta la comunità trans, in particolare per le persone che non hanno ancora affrontato la transizione o non hanno intenzione di farlo.

Against me!-True trans soul rebel

5. Ovviamente, Rebeca!

Rebeca Lane è una delle voci del femminismo latino, la mia preferita, per la precisione. Ogni suo testo è pieno di lotta e denuncia: dalla violenza di genere ai diritti dei popoli nativi, dalla situazione politica del suo Paese, il Guatemala, alle rivendicazioni anticolonialiste, dalla distruzione dei ruoli di genere alla denuncia delle sparizioni degli attivisti e delle attiviste per i diritti umani in America Latina e nel resto del mondo. Mentre aspetto che sforni i primi video tratti da Obsidiana, vi lascio la mia preferita in assoluto delle sue canzoni.

Rebeca Lane-Alma Mestiza

La Mucca Intellettuale

Sono La Mucca Intellettuale: ho 23 anni, ma ne dimostro 15, ho dei bellissimi occhiali arcobaleno che si appannano in ogni circostanza e sono troppo bassa per essere vera. Sono una studentessa e un’apprendista psicologa: sogno di studiare sessuologia per portare consapevolezza nelle scuole di tutto il mondo e di diventare la nemica numero 1 dei genitori anti-gender. Sono bisessuale e mi piace dire che esisto.

Rispondi