50 facts about Pride

  1.  Il mese del pride commemora i moti di Stonewall, avvenuti nel giugno del 1969.
  2.  La bandiera LGBTQIA venne creata dall’artista Gilbert Baker.
  3. Lo Stonewall Inn esiste ancora oggi e si trova al 53 di Cristopher Street a New York City.
  4.  La bandiera rainbow fu sventolata per la prima volta alla marcia di San Francisco organizzata da Harvey Milk.
  5. Ogni anno i partecipanti al Pride di New York si raccolgono davanti allo Stonewall Inn.
  6.  Si dice che la rivolta ebbe inizio grazie a Sylvia Rivera, donna transgender, che scagliò una bottiglia contro un poliziotto.
  7.  Secondo un’altra versione, la rivolta ebbe inizio grazie a Stormè Delarverie, donna lesbica che, ammanettata e trascinata via dalla polizia, incitò la folla a reagire.
  8.  La prima versione della bandiera rainbow aveva otto colori.
  9. La bandiera rainbow cominciò ad essere comunemente associata al Pride solo dal 1978.
  10.  La resistenza dello Stonewall Inn ebbe inizio nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1969.
  11.  Si dice che il dolore per la perdita della gay icon Judy Garland, il cui funerale venne celebrato a New York proprio il 27 giugno del 69, rafforzò lo spirito di rivalsa che portò la comunità ai moti di quella notte.
  12.  Nel giro di un giorno, davanti allo Stonewall Inn si raccolsero più di mille persone.
  13.  Il rosso della bandiera rainbow simboleggia la vita.
  14.  L’arancio simboleggia la guarigione.
  15.  Il giallo simboleggia la luce del sole.
  16. Il verde simboleggia la natura.
  17.  Il blu simboleggia l’armonia.
  18. Lo slogan dei moti di Stonewall fu “We are everywhere”.
  19. Negli anni 60 i membri della comunità, se denunciati o “scoperti”, potevano essere internati in centri psichiatrici per essere sottoposti a varie terapie, tra cui quella elettroconvulsiva.
  20.  Le proteste per i diritti civili del 68 dei fratelli e delle sorelle nere hanno influito sulla resistenza di Stonewall.
  21. Negli anni 60, prima di Stonewall, esisteva già un gruppo di attivisti omofili.
  22.  L’obiettivo di questi attivisti, cisgender, bianchi e intellettuali era quello di favorire l’integrazione degli omosessuali nella società.
  23. L’obiettivo dei militanti di stonewall era rivoluzionare quella stessa società che non voleva aprirsi alla diversità.
  24.  Tra i militanti di quella notte c’era anche Marsha P. Johnson, dove P sta per Pay it no mind-non farci caso- e si riferiva al suo genere, che oggi definiremmo “non binario”.
  25.  Le prime persone arrestate la notte della rivolta furono “Coloro i quali si trovavano senza documenti, quelli vestiti con abiti dell’altro sesso e tutti o quasi i dipendenti del bar”.
  26. I poliziotti, la notte della rivolta, si videro costretti a chiudersi dentro al bar.
  27. I militanti allora cercarono di sfondarla utilizzando un parchimetro come ariete.
  28. La notte del primo scontro, davanti al bar si trovavano più di 2000 dimostranti e 400 poliziotti.
  29.  Per fronteggiare la resistenza venne chiamata una squadra anti sommossa.
  30. La squadra antisommossa venne attaccata dal lancio di pietre e vari oggetti.
  31. In particolare, davanti a loro si schierarono le drag queen dello Stonewall che cominciarono a prenderli in giro con canzoncine sconce.
  32.  I moti di Stonewall portarono alla nascita del Fronte di Liberazione Gay.
  33.  Nel 1970, il Gay Liberation Front organizzò una marcia in commemorazione dei moti di stonewall. Fu il primo Gay Pride.
  34.  L’organizzazione della prima parata venne affidata all attivista femminista e bisessuale Brenda Howard.
  35.  Sempre nel 1970, marsha P. Jhnson e Sylvia Rivera fondano la STAR, un organizzazione che diventa un vero e proprio rifugio per ragazz* queer bisognos* di aiuto.
  36.  L’aspetto “carnevalesco” dei Pride rivendica quello stesso valore di orgoglio e rivolta che caratterizzò l’insorgere dei militanti di Stonewall.
  37.  Quello stesso gusto un po’ kitsch, però, si rifà anche al camp, un po’ gusto estetico e un po’ filosofia, che ha da sempre caratterizzato le comunità LGBT dal ‘700 in poi!
  38.  In Italia, il primo Pride Nazionale si svolse nel 1994, a Roma.
  39. La marcia vide la partecipazione di oltre 10000 persone.
  40.  La prima associazione LGBT+ italiana fu il FUORI! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano!) fondata nel 1971.
  41.  Screzi e scontri fecero quasi collassare il  Pride Nazionale del 2000, ma gli attacchi della chiesa cattolica all’idea di pride lo resero poi un successo.
  42. All’ultimo minuto tutte le realtà LGBT+ italiane misero da parte le controversie e in piazza scesero più di un milione di persone.
  43.  Quest’anno il Pride si celebra in 40 città italiane!
  44. L’onda Pride ha ormai raggiunto tutti i continenti!
  45. Se in Italia le parate non portano più a scontri violenti, in tanti altri Paesi c’è ancora chi cerca di fermare l’orgoglio LGBT con la forza.
  46.  La Turchia è tra i Paesi più repressivi nei confronti della lotta LGBTQIA+, i cui cortei finiscono sistematicamente col sangue.
  47.  Nel 2017, il governo egiziano deportò, torturò e uccise decine di attivist* e di persone sospettate di essere parte della comunità LGBT+, a seguito dell’esposizione di una bandiera arcobaleno durante un concerto.
  48. Attualmente, le identità queer sono punite dal codice penale di 69 Paesi del mondo. In 11 di questi, con la pena di morte.
  49. Ad oggi, gli ultimi Paesi che hanno decriminalizzato l’omosessualità sono stati l’India, l’Angola e il Botswana.
  50.  I Paesi del mondo in cui ancora non esiste un Pride sono più di 30. Noi abbiamo il dovere di marciare anche per chi non può.

Sono il Capybara Femminista, ho 23 anni, mi piace l’uvetta e ho una strana ossessione per gli incensi. Mi sentirai citare detti popolari in modo sconclusionato e fuori contesto. A quanto pare i film che preferisco sono quelli che la gente comunemente trova noiosi. Credo nel vero amore, nell’energia dell’universo e nel femminismo intersezionale.

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